Quando si parla di moda, si parla di una cosa seria
L’enciclopedia Treccani la definisce come: “Fenomeno sociale che consiste nell’affermare, in un determinato momento storico e in una data area geografica e culturale, modelli estetici e comportamentali”.
Dunque, la moda ci racconta, perché lo contiene, il nostro ideale estetico, strettamente legato all’epoca e alla situazione culturale, economica e sociale in cui viviamo. E siccome questo ideale, il canone della bellezza (che per Benedetto Croce era fondata appunto sull’autonomia dell’arte epperò né utilitaristica, né concettuale, né moralistica), si esprime in varie forme nella storia e si tramanda attraverso le espressioni artistiche, la relazione tra moda e arte è molto stretta. E intensa.
Nulla di più adatto a contenere questa relazione è pertanto un museo (luogo sacro alle Muse). Come fa il “Museo della Moda”, quello della Fondazione Mondragone a Napoli, dedicato alla nobildonna Elena Aldobrandini che nel ‘600 lo istituì e oggi presieduto dall’eclettica Maria D’Elia, con instancabile energia in tutto quanto l’ha professionalmente impegnata e che ella oggi riversa nella fondazione.
Ne parlo, per due motivi.
Il piacere, innanzitutto, di evidenziare cose belle, tanto più quando esse si custodiscono e crescono all’ombra del Vesuvio e che perciò devono inorgoglirci.
E in secondo luogo (trattengo il mio narcisismo, che mi spingerebbe a metterlo al primo posto), per il fatto che nel programma di questo anno, figura l’ospitata di un mio libro di racconti, al quale sono affezionato in particolar modo, trattandosi di un memoir di storie della mia famiglia, che vengono a galla dai miei ricordi e vissute in una fanciullezza iniziata a Benevento e presto proseguita nella Napoli della fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta.
Così informa il programma d’autunno del Museo della Moda, che si svolgerà nella sede della fondazione, in piazzetta Mondragone, n. 18, nel quale tra tanti eventi più di rilievo vi è anche quello che mi concerne. Questo lo stralcio:
“A chiudere il ciclo Letteratura in Fondazione sarà il libro di Roberto Di Salvo “LA VIA DI CASA”, che sarà presentato il 12 dicembre da Annella Prisco. A chiusura della presentazione sarà possibile visitare la mostra “Il Bal Blanc”: Costumi di carta per bambini da un ballo di inizio secolo”.
Per parte mia, vi aspetto dunque, insieme alla padrona di casa Maria D’Elia e alla bravissima amica scrittrice Annella Prisco, il 12 dicembre venturo.
A presto!